Abbiamo già avuto modo di scoprire qualcosa di più sul legame tra monasteri e cucina attraverso il bel libro di Sebastiana Papa La cucina dei monasteri.
Ritorniamo su questo legame andando alla scoperta di un originale progetto – I segreti del chiostro – realizzato in Sicilia, a Palermo, e precisamente presso la chiesa e il monastero di Santa Caterina.
Il monastero, sorto dopo il 1311 per volontà di Benvenuta e Palma Mastrangelo – figlia e moglie di Ruggero, nominato capitano di Palermo all’indomani del Vespro siciliano -, era considerato uno dei più importanti di Palermo: le religiose provenienti da nobili famiglie professavano la regola di San Domenico. Nel 1532, a causa dell’accrescersi del numero delle religiose, venne acquistata dal monastero la chiesa di San Matteo per ingrandire l’edificio.
Nel 1532, essendo aumentato il numero delle monache, fu acquistata ed incorporata al monastero la vecchia chiesa di San Matteo (si trovava dirimpetto l’attuale chiesa) e si edificò una nuova chiesa, iniziata dalla Madre Priora suor Maria Del Carretto, completata nel 1596. Nel XVII secolo il monastero era diventato, per ricchezza ed estensione, uno dei più importanti della città e occupava ormai un’intero isolato.
Sia il monastero che la chiesa subirono notevoli danni a causa dei bombardamenti anglo-americani del 1943.
Dal luglio 2014 il monastero non accoglie più le monache domenicane e il complesso è stato affidato alla curia palermitana.
A partire dal 2017 è stato aperto al pubblico ed oggi è visitabile in qualità di museo d’arte sacra.
Al suo interno – e qui sta la particolarità del progetto – si trova la dolceria, dove vengono riprodotti i dolci di svariati monasteri di Palermo secondo le antiche ricette delle suore. I segreti del chiostro, infatti, è un progetto di riscoperta e valorizzazione delle antiche tradizioni della pasticceria conventuale: un’importante eredità materiale che non deve andare perduta e che va tramandata alle generazioni future. La spezieria o dolceria di Santa Caterina era il luogo del monastero preposto alla realizzazione di biscotti, pasticciotti ripieni, frittelle, conserve e così via. La vendita di dolci rappresentava una fonte di reddito importante per la sopravvivenza del monastero.






Nell’antica Palermo ogni convento aveva una sua specialità che finiva per diventare quasi il suo “distintivo” e la tradizione pasticcera isolana deve molto all’inventiva e all’abilità delle monache nel manipolare ingredienti semplici e ottenere risultati di eccellenza.
Al progetto è dedicato anche l’omonimo libro I segreti del chiostro, scritto da Maria Oliveri e pubblicato da Il Genio Editore nel 2017 e rieditato nel 2019. L’autrice, appassionata di storia, arte e antropologia e impegnata nella divulgazione del patrimonio culturale siciliano, ha raccolto storie e curiosità dei monasteri femminili di Palermo, focalizzando l’attenzione su una sapienza gastronomica maturata in ottocento anni di storia conventuale della Sicilia.
Ma lasciamo la parola all’autrice: