«La cucina lombarda» di Felice Cùnsolo

Ricevuto in prestito da un’amica – che lo ha recuperato nella cucina dei genitori! – «La cucina lombarda» è un libro storico sulla gastronomia della Lombardia, pubblicato nel 1963 da Novedit.

La bella immagine di copertina è una miniatura di autore ignoto che rappresenta Massimiliano Sforza fanciullo a tavola ed è conservata nella Biblioteca Trivulziana di Milano.

Molto documentato e di gradevolissima lettura, il libro, dopo una prima parte dedicata a Il mangiar dei milanesi e una seconda parte di Panoramica lombarda (dedicata alla gastronomia della regione), offre una ricca carrellata di Primi piatti, Secondi piatti, Salse e contorni, Dolci, Liquori: non un semplice ricettario, ma piuttosto un ‘racconto’ che spazia dai piatti milanesi più celebri come la costoletta alla milanese, il risotto alla milanese, l’ossobuco, la cassöeula, il minestrone alla milanese, i mondeghili, il panettone…fino a preparazioni regionali lombarde, offrendo uno spaccato della cucina popolare e ricca del territorio.
Completano il volume La cucina dei poeti – una bella sezione di poesie dialettali -, un’ampia bibliografia e un ricco indice dei nomi. Molto gradevoli le vignette di Romano Ronda sparse nelle pagine del libro.

Felice Cùnsolo (1917-1979) è stato un eminente giornalista e scrittore, uno dei pionieri della divulgazione enogastronomica in Italia, distinguendosi per le sue ricerche in un’epoca in cui la disciplina della gastronomia e dell’enologia erano ancora agli albori.

Cùnsolo ha lasciato una vasta bibliografia che spazia dalle guide regionali a dizionari specializzati per gourmet.

Anche se «La cucina lombarda» non è più in commercio, il libro – come diverse altre pubblicazioni di Cùnsolo – è conservato e consultabile in varie biblioteche del Sistema bibliotecario nazionale.

Una città, tre gruppi, tre modi di mangiare

La cucina di Milano – spiega l’autore rifacendosi a Pietro Verri – non è legata esclusivamente alle caratteristiche del suo territorio, ma anche alle vicende storiche che hanno segnato la città: