La pittura in cucina

Ricevuto in regalo qualche tempo fa da una cara amica, questo originalissimo libriccino, edito da Sellerio, propone un confronto veramente singolare.

Luca Mariani, storico dell’arte, Agata Parisella, chef, e Giovanna Trapani, giornalista di cucina, hanno scelto trentasette nature morte italiane e fiamminghe, del periodo d’oro tra Seicento e Settecento. Le hanno riprodotte e commentate singolarmente con una scheda critica e hanno accompagnato ciascuna di esse con la ricetta di un piatto elaborato dalle vivande, comuni o raffinate, rappresentate nel quadro corrispondente.

E proprio dallo sviluppo pittorico delle natura morte tra Seicento e Settecento nasce e si sviluppa l’idea di accostare la creazione del pittore a quella del cuoco che è alla base del libro.

Così, a titolo di esempio, il primo quadro scelto è la bella Natura morta con pane, limoni, fiori e uova, dipinta dal napoletano Tommaso Realfonso.

La ciambella di pane intrecciata, con la sua forma elaborata, viene collocata dall’autore in primo piano, al centro della tela, affiancata da due grossi limoni rugosi e da un brillante vaso di fiori. Sulla destra un ricco vassoio di uova sode e salame fa pensare a una colazione semplice nei sapori ma curata nella presentazione: alcune uova sono state aperte, mentre sullo sfondo si intravvedono forme di formaggio stagionato.

E quale potrà mai essere la ricetta suggerita da questa natura morta se non una grande ciambella di pane? Magari arricchita di noci tritate, di buccia di cedro e di tre uova sode sbucciate e disposte sulla treccia prima di infornarla.

Una ricetta che si conclude con indicazioni precise sulla presentazione del piatto, perfettamente in linea con il dipinto di Realfonso: “disporre su un vassoio i salumi affettati e le uova sode tagliate a spicchi, servire con la treccia di pane, appena sfornata.”

Pittura e cucina che vanno a braccetto!