Il 21 maggio 2026, nella sua casa di Bra, in provincia di Cuneo, a 76 anni è mancato Carlo Petrini. Con queste parole lo annuncia il sito di Slow Food, movimento internazionale da lui fondato in Italia nel 1986:
“Dalla sua grande capacità di visione e dall’amore per il bene comune, per le relazioni tra gli esseri umani, per la natura e la biodiversità sono nati Slow Food (1986), la rete internazionale di Terra Madre e l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (2004). È stato, inoltre, co-fondatore delle Comunità Laudato si’ (2017), ispirate all’enciclica di Papa Francesco. Chi semina utopia, raccoglie realtà, amava dire Carlo Petrini che sintetizzava così la sua vita, convinto che sogni e visioni, quando sono belli, giusti, capaci di coinvolgere e vissuti con convinzione e passione, possono essere realizzabili. Sapeva sognare e divertirsi, costruire e ispirare, verso un concreto riscatto sociale, lavorando con le persone, i giovani in particolare, auspicando fraternità, intelligenza affettiva e austera anarchia. La sua energia, la sua straordinaria empatia, la sua voglia di fare, il suo esempio di vita saranno la forza che guiderà tutti noi.”
Numerosissimi gli attestati di stima e di affetto espressi nei suoi confronti – non ultima la dichiarazione dello stesso Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Ma Carlo – ‘Carlin’ – Petrini, oltre ad essere uomo di visione e, insieme, di grande concretezza – aveva anche la straordinaria capacità di parlare a tutti – dai contadini al Papa -, una capacità che gli veniva anche dalla sua generosa disposizione all’ascolto, come ha ricordato Nicola Perullo, attuale rettore dell’Università di Pollenzo:
“Ho conosciuto Carlo nel ’94 e sono entrato in quest’università quando è nata nel 2004. Poi sono diventato rettore un anno e mezzo fa. Carlin era una persona che aveva la capacità rarissima di sapere parlare a tutti. È riuscito a dare un messaggio che risuonava dappertutto fino a quelli che lui chiamava gli “umili”, i contadini. Poteva parlare con la stessa forza ai contadini delle Ande, al re Carlo, al Papa, agli studenti. Una trasversalità incredibile, basata sul carisma e, nel caso di Carlo, questo carisma era associato a una generosità nell’ascolto, nel darsi, nell’essere ricettivo, che non ho mai trovato in nessun altro. Lui ha usato il cibo come un ponte per parlare di diritti, di cultura, di rispetto. Il cibo come uno strumento per sottolineare la biodiversità. L’università continuerà su questa linea con totale allineamento sulla visione di Carlo, basandosi su un progetto costruito con lui quando purtroppo la malattia era già avanzata. Porteremo avanti il messaggio con grande determinazione”.
Secondo la volontà della famiglia, di Slow Food e dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, l’invito per chiunque volesse ricordare Carlo Petrini con un gesto concreto è quello di effettuare una donazione alla Fondazione Slow Food ETS, che verrà destinata in parti uguali a due progetti: gli Orti in Africa e le Borse di Studio per l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.
Le donazioni possono essere effettuate con carta di credito attraverso questo link o con bonifico bancario.
Qui di seguito un bel video – il primo di una lunga playlist messa a disposizione da Slow Food – ripercorre la vita e l’impegno di ‘Carlin’, gastronomo e ambientalista gioioso, perchè…”con la tristezza non si cambia il mondo”!