Questo primo leggero e gustoso è una ricetta del blog Siciliani creativi in cucina, una vera miniera di proposte, siciliane e non solo, in cui altre volte è capitato di attingere.
In questo caso si tratta di un ragù totalmente vegetale, semplicissimo da preparare, che richiede soltanto una cottura un po’ lunga.
Le dosi proposte sono per 4 persone.
Ingredienti
- 3 finocchi
- 50 gr. di concentrato di pomodoro
- 1 carota piccola
- 1 costa di sedano
- 1 cipolla bionda piccola
- 3 cucchiai di olio extravergine di oliva
- sale
- 1 foglia di alloro
- 1–2 chiodi di garofano
- 4–5 grani di pepe nero
- 1/2 bicchiere di vino bianco
- 1 bicchiere di brodo vegetale
- 320 grammi di pasta corta
Preparazione
Tritare finemente sedano, carota e cipolla e rosolarli con l’olio extra vergine d’oliva in una casseruola a calore moderato per una decina di minuti, mescolando spesso.
Nel frattempo pulire e lavare i finocchi e affettarli molto sottili con una mandolina.
Aggiungere al soffritto prima l’alloro, i grani di pepe e i chiodi di garofano, e poi i finocchi. Rosolare anche i finocchi per qualche minuto, unire il concentrato di pomodoro e mescolare bene.
Aggiungere il vino bianco e lasciare evaporare la parte alcolica. A questo punto unire il bicchiere di brodo, regolare di sale, coprire e cuocere per un’ora e mezza, fino a che i finocchi non saranno morbidissimi e sfatti. Se il sugo si asciugasse troppo aggiungere ancora un po’ di brodo vegetale.
Nel frattempo cuocere la pasta e preparare del pane grattugiato tostandolo in poco olio extravergine finché non diventa dorato.
Scolare la pasta al dente e farla insaporire in padella con il ragù di finocchi, aggiungendo se necessario un po’ di acqua di cottura.
Servire la pasta completando i piatti con il pane grattugiato tostato.
I siciliani lo chiamano lo chiamano ‘muddica atturrata’ (letteralmente mollica tostata), a volte lo insaporiscono con origano o acciughe e lo considerano un ingrediente fondamentale in molti ricette: dalla pasta con le sarde alla pasta con i broccoli, ma anche di molti piatti di verdure. Non a caso viene chiamata anche il “formaggio dei poveri”.





